Assegno universale, a chi spetta e quando arriva 

L’assegno universale dovrebbe arrivare alle famiglie italiane dal primo gennaio 2021. E’ la ministra della Famiglia, Elena Bonetti, a ipotizzare le tempistiche dopo l’approvazione del Family Act da parte del Consiglio dei ministri. “Per l’assegno universale, già la settimana prossima si va a votare in commissione. Volendo entro luglio si può approvare, poi bisogna fare i decreti attuativi e siccome il fondo per l’assegno parte dal primo gennaio 2021 mi auguro che le famiglie possano goderne da allora”, le parole di Bonetti ad Agorà. 

“Il Family act è una proposta del governo, deve andare in Parlamento che ha i suoi tempi. Ma siccome abbiamo fretta, c’è già una proposta incardinata in commissione, ne approfittiamo e ci inseriamo per rendere l’assegno universale” operativo, aggiunge. 

“Gli Stati generali iniziano sabato, poi ci saranno vari incontri. Durano una settimana, dieci giorni e sarà un lavoro a oltranza”, ha detto Bonetti aggiungendo di aver “già fatto degli incontri preventivi e l’emento parità di genere visto come elemento di sviluppo, nelle parti che porto io, c’è”.  

L’articolo 2 del Family Act contiene la delega al governo ad adottare, entro il 30 novembre 2020, un decreto legislativo per l’istituzione dell’assegno universale ed il riordino di tutte le misure di sostegno economico per i figli a carico. L’assegno è attribuito indistintamente in una quota base a tutti nuclei familiari con uno o più figli, cui viene aggiunta una quota variabile determinata per scaglioni dall’indicatore Isee. Nella determinazione dell’importo dell’assegno si tiene conto anche dell’età dei figli a carico. 

L’assegno è mensile e verrà corrisposto dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del diciottesimo anno di età di ciascun figlio, ad eccezione della figlia o del figlio disabile per il quale non sussistono limiti di età, tramite una somma di denaro o mediante il riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione. 

Nel caso di figli successivi al primo, l’assegno subirà una maggiorazione del 20%, così anche nel caso di figlia o figlio disabile. L’importo dell’assegno universale non concorre alla formazione del reddito imponibile, né ai fini delle prestazioni a sostegno del reddito. Infine è prevista una clausola di salvaguardia per cui è riconosciuta una integrazione compensativa dell’importo dell’assegno diretta ad assicurare che lo stesso non risulti in ogni caso inferiore a quello in godimento al nucleo familiare prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della delega. 

Adnkronos

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