Centro Studi Confindustria: “Per Italia faticosa risalita” 

Per l’Italia si prospetta una “faticosa risalita dopo il crollo” provocato dall’emergenza coronavirus “con gli investimenti e l’export che soffrono più dei consumi”, un percorso nel quale “la ripartenza del credito alle imprese è cruciale”. Lo scrive il Centro Studi Confindustria nella analisi di Congiuntura Flash. 

Il Csc stima una caduta del Pil nel 2020 pari al 9,6% (a fine aprile la previsione era -6,0%). Se nel 1° trimestre il PIL ha subito un crollo oltre le attese (-4,7%) nel secondo trimestre il CSC prevede un calo molto più forte (-9,0%) invece nel 3° e 4°, con il 100% di settori aperti, è atteso un parziale recupero, frenato da scorte accumulate e difficoltà di molte imprese,che proseguirà nel 2021 (+5,6%).  

Il Csc prevede una caduta senza precedenti degli investimenti (-15,5% contro il -10,6% stimato a marzo), che verrà recuperata solo in parte nel 2021 (+9,1%), pesando sulla crescita futura. Per quanto riguarda i consumi la riapertura graduale di attività commerciali e la maggiore libertà di movimento attenueranno la caduta, a partire da maggio anche se “resterà prudente la gestione dei bilanci familiari” (-14% la spesa nel 1° semestre). Con un recupero nel 2° semestre, il calo nel 2020 stimato dal Csc sarà di -9,9% (seguito da +5,7% nel 2021). 

Sul fronte del commercio estero “nello scenario CSC, l’export di beni e servizi crollerà di oltre il 14% nel 2020, recuperando solo in parte nel 2021. La caduta è maggiore di quella del commercio mondiale, per la particolare debolezza di Europa e USA” ma per ilnostro export “la risalita sarà più robusta”. 

Quanto all’occupazione, il centro studi di Confindustria sottolinea come “l’estensione eccezionale della CIG quest’anno permetterà un forte aggiustamento al ribasso delle ore lavorate e la salvaguardia di posti di lavoro”. Di qui una stima di occupazione che in termini di Unità di Lavoro Annue, “seguirà il PIL, con un -7,6% nel 2020 (e +3,5% nel 2021), ma terrà in termini di teste. Il tasso di disoccupazione crescerà meno che altrove, anche per l’aumento degli inattivi (+300mila a marzo, per la difficoltà di compiere azioni di ricerca). Ma faticherà a scendere nel 2021 (11,3%), quando la creazione di posti di lavoro sarà spiazzata dal riallungamento degli orari e più persone cercheranno un impiego”.  

 

Adnkronos

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