“Ci hanno dissanguato”, ambulanti protestano a Milano 

“Senza soldi, senza speranza, senza futuro: governo assassino”. E ancora: un lungo striscione con la scritta ‘Invisibili’ e un ‘avvertimento’ al sindaco Sala: ‘caro sindaco, oggi qui in pace domani chi lo sa’. Sono alcune delle scritte sventolate dai venditori ambulanti e fieristi che a Milano stanno manifestando davanti a Palazzo Marino, in piazza della Scala, perché si sentono abbandonati nella fase 2.  

“Vogliamo lavorare come tutti gli altri – lamenta un venditore – noi siamo discriminati come categoria in tutti i sensi. Oggi hanno riaperto tutti, le vie dello shopping, noi non si capisce perché siamo discriminati. E’ incredibile, è razzismo commerciale, siamo esclusi da tutto”. In piazza si contano centinaia di manifestanti, tutti con indosso la mascherina. Qualcuno sventola il tricolore mentre riecheggia l’Inno di Mameli ma la distanza di sicurezza è messa a dura prova. Su un manifesto appare la scritta: “Centri commerciali aperti e fiere e sagre chiuse, perché?” e poi “No Tosap, sì fondo perduto’. Tanti urlano invece: “Vergogna, vergogna, è un disastro”. Urlano “Lavoro, lavoro”, “Basta vogliamo lavorare” e “ci avete rovinato”. Tra loro cresce la tensione e c’è tanto malcontento: “Sono finiti i soldi – urla disperato un ambulante -, il sindaco si deve vergognare, non abbiamo stipendi d’oro come questi qua, viviamo di lavoro, non abbiamo stipendi da 10mila euro al mese noi viviamo con 60 euro al giorno e questi ci hanno dissanguato perché hanno interessi personali”. 

Dopo il confronto con il Comune diversi manifestanti stanno continuando a protestare animatamente: “La Rinascente è aperta, noi no” grida qualcuno. “E’ un sopruso” gli fa eco qualcun altro. Mentre al megafono uno degli organizzatori chiede ai manifestanti di mantenere un metro di distanza l’uno dall’altro. In molti espongono cartelli anche contro il governo: “Fate ripartire le fiere, di elemosina non ne ho bisogno” si legge. Tante le urla disperate: “Non vogliamo il pizzo, vogliamo lavorare!” dice una signora mentre in coro tutti si rivolgono al sindaco: “Sala scendi”. 

 

Adnkronos

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