Coronavirus, Iss: “Rischio ricadute disturbi alimentazione” 

“La pandemia da Covid-19 può aumentare il rischio di ricadute e peggioramento dei disturbi dell’alimentazione o addirittura far insorgere un disturbo di addiction ex novo”. Lo scrive Roberta Pacifici, direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto superiore di sanità, sul sito web dell’Iss. “In questo contesto di emergenza – sottolinea – diventa ancora più importante identificare le strutture di cura. Per raggiungere questo obiettivo è in corso da parte del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss il progetto ‘Manual’ che ha come obiettivo la mappatura territoriale dei centri dedicati alla cura dei disturbi alimentari”.  

“I dati saranno cruciali per offrire ai cittadini informazioni e supporto. Attraverso i questionari che l’Iss riceverà dai centri avremo a disposizione non soltanto informazioni precise sulla tipologia e sull’offerta delle strutture territoriali ma ci forniranno un profilo anche delle persone che hanno disturbi dell’alimentazione. Caratteristiche legate all’età, al genere, alla diagnosi, al trattamento o al supporto psicologico, saranno informazioni preziose per dare consistenza a un problema di cui per sua natura è difficile delineare i tratti”. 

“Il progetto, in collaborazione con il ministero della Salute, esperti regionali, società scientifiche e associazioni di settore – prosegue Pacifici – diventa ancora più importante in questo contesto di emergenza sanitaria. Le comorbidità, infatti, associate ai disturbi alimentari possono essere fattori di rischio ulteriori per l’infezione se consideriamo anche che a causa dell’emergenza vi è una difficoltà a mantenere e incrementare l’offerta di trattamenti psicologici e psichiatrici. Perciò è necessario identificare i disturbi alimentari e intervenire tempestivamente perché, se non adeguatamente trattati, aumentano il rischio di danni permanenti a carico di tutti gli organi e apparati dell’organismo che, nei casi più gravi, possono portare alla morte”.  

I disturbi dell’alimentazione spesso coesistono anche con l’abuso di sostanze e presentano tratti psicologici e comportamentali simili, tra cui impulsività, la perdita di controllo e l’aumentato rischio di comportamenti autodistruttivi. Nel Global Burden of Disease Study-Gbd 2013, l’anoressia e la bulimia nervosa sono la dodicesima causa di disabilità per le donne di età compresa tra i 15 e 19 anni in paesi ad alto reddito (in aumento anche nei paesi a medio e basso reddito) il cui impatto è sottostimato considerando che ad oggi, nonostante l’elevata prevalenza, il Gbd non tiene conto del binge eating. 

Adnkronos

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: