Coronavirus, l’Italia tra 2 paure: contagio al Nord, perdita lavoro al Sud 

Due paure dominanti: quella per la salute, legata ai rischi di esposizione alla malattia e quella sociale, legata ai rischi economici e lavorativi. In questo momento, l’Italia è di ‘due cuori’. E se il timore del contagio è particolarmente sentito nel Nord Ovest e la paura di perdere il lavoro attanaglia in particolare Sud e Isole, su un fronte il Belpaese è unito: “Il pessimismo economico”, che risulta “trasversale” a tutta la Penisola. E’ quanto emerge dal secondo rapporto del progetto di ricerca ResPOnsE Covid-19, che ha come obiettivo sviluppare un’infrastruttura di ricerca per il monitoraggio quotidiano dell’opinione pubblica durante l’emergenza coronavirus. 

L’indagine, coordinata da Cristiano Vezzoni e a cura del Sps Trend Lab, attivo nel Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’università Statale di Milano, rileva comportamenti, opinioni e benessere dei cittadini italiani durante la crisi mediante 150 interviste al giorno, svolte in collaborazione con Swg, che permettono di seguire puntualmente i principali trend. L’analisi permette anche un confronto tra le diverse aree del Paese. Il periodo di copertura andrà da aprile a luglio 2020, includendo la fase di contrasto alla diffusione del coronavirus Sars-CoV-2 e la successiva fase di contenimento del contagio. Il progetto, spiegano i promotori, si pone come strumento di ricerca scientifica e di supporto alle attività di policy making rivolte alla definizione di interventi efficaci per il superamento dell’emergenza.  

E’ una sorta di termometro dei ‘sentimenti’ del Paese. La crisi provocata dalla pandemia ha creato una situazione di forte incertezza che ha condizionato le aspettative dei cittadini. Nel rapporto si studiano le differenze territoriali nella distribuzione di queste nuove paure. Le due che sono emerse sono relate ma distinte, osservano gli esperti. La paura per la salute è associata alla diffusione oggettiva della pandemia e quindi più diffusa nelle aree del Paese più colpite dal contagio: il rischio di infettarsi è principalmente percepito nelle regioni del Nord-Ovest, dove anche la vicinanza della malattia è maggiore. Qui, infatti, il 40% conosce qualcuno ricoverato o morto per Covid-19. La paura economica è invece trasversale, colpisce tanto il Nord quanto il Sud, indipendentemente dalla diffusione della malattia. Il peggioramento delle condizioni economiche è sentito senza distinzioni geografiche, c’è una percezione diffusa di peggioramento delle condizioni economiche sia familiari che del Paese. Ma se si guarda ai rischi legati alla sfera del lavoro, i timori di perdita del posto sono più acuti al Sud e nelle Isole che nel resto d’Italia. Nelle aree del Paese più deboli, dunque, i danni provocati dalla crisi sanitaria si combinano a condizioni di difficoltà economica pregresse. Tra i dipendenti, i lavoratori più incerti rispetto al futuro sono quelli del settore privato.  

L’indagine valuta poi l’impatto sui comportamenti: rispettosi, è il verdetto, ma dal 4 maggio si esce di più. I ricercatori osservano che l’operazione ‘#iostoacasa’ funziona, ma crescono chiaramente le uscite per sport, passeggiate, visite ai familiari, a seguito dell’allentamento del lockdown a partire dal 4 maggio. Ultimo aspetto preso in considerazione è il sostegno alle misure prese dal Governo, che “rimane alto, ma diminuisce l’accettazione delle limitazioni alle libertà personali (movimento, frequentare chi si vuole, privacy)”. 

Adnkronos

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