Coronavirus, Locatelli: “Proroga lockdown? Spetta al decisore politico”  

“Le date per la proroga piuttosto che l’allentamento delle misure di distanziamento sociale spettano solo e unicamente al decisore politico. Quindi saranno loro a dare queste indicazioni, sicuramente anche dopo un confronto con noi, all’intero paese”. A precisarlo il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli, in conferenza stampa a Roma, dopo le parole, questa mattina, del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, sulla possibilità che il lockdwon permanga a maggio.  

“Più di una volta abbiamo sottolineato la responsabilità che abbiamo a vari livelli – ha spiegato – anche in termini di comunicazione scientifica, che deve sempre guidarci. Stimo tantissimo il dottor Borrelli, è un collega con cui si ha il piacere e il privilegio di lavorare e certamente dovremo fare insieme una riflessione per essergli vicino anche a livello comunicativo, lungi da noi volerlo lasciare solo”, ha concluso rispondendo a chi chiedeva chiarimenti sul perché gli esperti intervengano in momenti diversi, rispetto alla consueta conferenza stampa della Protezione civile delle 18. “Ad esempio io domani sera sarò in conferenza con Borrelli”, ha precisato Locatelli. 

“E’ inutile nasconderci dietro un dito: i giorni di Pasqua e Pasquetta per il popolo italiano non saranno un momento di socializzazione, di svago e di uscite. Purtroppo è importante ancora ribadire che ne dovremmo fare a meno”, ha ribadito Locatelli tracciando lo scenario che aspetta gli italiani nei prossimi giorni, avverte: “E’ un altro sacrificio che siamo chiamati ad affrontare ma lo facciamo per riuscire a gestire ottimalmente la diffusione epidemica per proteggere i soggetti più fragile, cioè gli anziani e coloro che sono portatori di patologie concomitanti”, conclude.  

Quanto alla questione delle analisi del sangue per capire chi è negativo al coronavirus, Locateli ha spiegato che “quello degli anticorpi e degli studi di sieroprevalenza è un tema su cui c’è un’attenzione particolare sviluppata a livello di ministero della Salute e del comitato scientifico. Preciso che è un tipo di indagine straordinariamente importante, su cui vogliamo investire in modo convinto e determinato, ma metodologicamente rigoroso, identificando e validando prima di tutto i test sierologici che saranno più idonei per queste valutazioni di sieroprevalenza, per capire nelle diverse aree geografiche sia la diffusione dell’infezione virale e della risposta anticorpale, sia chiarire meglio i tassi di letalità”.  

“I tempi saranno certamente brevi, nel giro di pochi giorni – assicura – alla celerità della validazione però deve corrispondere anche la rigorosità nella valutazione della sensibilità, la specificità nel documentare in maniera chiara tutti coloro che hanno avuto risposta anticorpale ed evitare falsi positivi e falsi negativi. Dobbiamo avere un test veloce ma anche replicabile su larga scala. Con queste informazioni avremo una stima più precisa anche di quanto è stata letale l’infezione, una volta che avremo il denominatore relativo alla diffusione epidemiologica, che ci aspettiamo differente da regione a regione. Preciso che non sono test per la diagnosi, per la quale c’è il test Rna virale”. Tutte le informazioni che si otterranno con i test sierologici “potranno aiutare il decisore politico, a cui spetta la scelta sia sulle tempistiche relative al prolungamento, piuttosto che sulla cauta riapertura di attività produttive non essenziali, sia per l’allentamento delle misure di distanziamento sociale”.  

Adnkronos

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