Fontana: “Trasporti, scuola e orari di lavoro scaglionati, ecco le priorità”  

Trasporti, scuola e nuove scansioni degli orari lavorativi che permettano ai cittadini e alle famiglie di muoversi in sicurezza. Sono questi i tre temi su cui si è concentrato l’intervento del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana agli Stati Generali del Patto per lo sviluppo, convocati a Palazzo Lombardia, ai quali hanno preso parte associazioni di categoria, delle imprese, sindacati e rappresentanti delle forze economiche. 

Per quanto riguarda la ripresa economica post-Covid, per Fontana “siamo pronti a ripartire” e a “iniziare a guardare alla Lombardia del 2050”. Il presidente lombardo ha ricordato la necessità di “mettere in campo investimenti adeguati per favorire una nuova fase di sviluppo sulla scia di quanto iniziato ed attuato con la leggere regionale 9/2020” che prevede “3 miliardi di euro per gli investimenti, dei quali 400 milioni già a disposizione di Comuni e Province”. 

In questo quadro, secondo Fontana, assumono importanza strategica sia il trasporto pubblico locale sia una nuova distribuzione degli orari di lavoro: “La Lombardia ha bisogno di avere regole chiare e semplici. Le famiglie devono capire quali saranno le modalità per organizzare la propria vita. E’ ora che il governo parli con una voce definita e dia indicazioni concrete e certe alle istituzioni e ai cittadini”. Sui nuovi orari di lavoro, ha aggiunto Fontana, “ho già chiesto al governo che è necessario un intervento nazionale per scaglionare gli orari di lavoro e di vita delle città se non vogliamo creare una situazione ingovernabile. A oggi non ho avuto risposte”. 

Altra priorità è la scuola: “Su questo – ha proseguito il governatore lombardo – bisognerebbe aprire un discorso strategico perché è un altro ambito in cui il governo nazionale ci sta lasciando molto perplessi: non è in grado di dare linee di condotta precise, non fa sentire in modo autorevole la sua voce e gli ultimi provvedimenti hanno cercato di rovesciare responsabilità sulle scuole, sulle Regioni, senza che noi se ne abbiano le competenze e le risorse”. 

Agli Stati Generali di Palazzo Lombardia è emerso anche che Regione Lombardia, in seguito all’emergenza coronavirus, ha previsto circa 320 milioni di euro di minori entrate in parte corrente. “Le Regioni non possono fare indebitamento sulla parte corrente – ha detto Fontana -. Se non ci sarà una compensazione da parte dello Stato non saremo in grado di rispettare gli impegni presi con il bilancio: politiche sociali, politiche per la formazione e l’istruzione, politiche per il lavoro e politiche per la cultura”. 

In questo contesto “autonomia, semplificazione e digitalizzazione rappresentano i pilastri trasversali a tutte le politiche da mettere in campo” per Fontana. “I governi regionali, più prossimi ai cittadini, al sistema produttivo e al mondo sanitario – ha detto – hanno saputo interpretare le necessità e le urgenze legate all’affrontare l’emergenza, e sono perciò da valorizzare rimandando al mittente le richieste di una revisione del Titolo V della Costituzione in chiave neocentralista”. L’autonomia per il governatore lombardo resta perciò “condizione essenziale”: “La Lombardia ha gestito l’emergenza con responsabilità e ora deve essere lasciata libera di rialzarsi e ricominciare a correre, per competere a livello nazionale e nel mondo”. 

Su semplificazione e digitalizzazione, infine, Fontana ha detto di spingere per un cambio di passo “anche osando qualcosa di dirompente, che vada oltre gli schemi consueti: processi più snelli e un accesso più facile ai servizi sono essenziali per velocizzare le azioni oggi necessarie per rispondere rapidamente e con efficacia ai bisogni dei cittadini e delle imprese”. 

Adnkronos

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