Paura coronavirus
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Sono giorni veramente particolari che ti fanno ripetere molte volte al giorno “quanto mi fa paura questa situazione” perché ti trovi a vivere in un limbo che non ti fa capire quale sarà il futuro.

Era il 22 febbraio e si iniziava a parlare di un possibile lockdown in Italia ma tutti, compreso me, pensavamo fosse impossibile, che fosse solo una di quelle scene dei film catastrofici che Italia 1 ti propina ogni estate.

Passano i giorni e arriva marzo, quando il lockdown diventa realtà. E subito lo si prende come una vacanza perché ti aspetti che dopo 15 giorni si possa tornare alla normalità e invece i giorni si sono allungati sempre di più. Nonostante questo il clima di vacanza si allungava e quindi chi cantava sui balconi, chi si lanciava con lezioni di ginnastica sul web, chi dispensava consigli e ricetta, insomma in qualche modo si cercava di far passare le giornate.

Nella tragedia però tutti ci sentivamo uniti perché dall’impiegato al disoccupato tutti vivevano la stessa situazione, chiusi in casa e bloccati.

Poi piano piano si è tornati alla normalità. Normalità che secondo me è partita troppo velocemente perché arrivava l’estate e tutti avevano voglia di andare in vacanza.

Tutti volevano andare in vacanza.

Qui c’è però il primo aspetto di tutta questa vicenda che non mi torna “tutti volevano andare in vacanza”. Ma se sino a pochi giorni prima si insultava il governo perché le casse integrazioni non erano state pagate, i soldi dei risparmiatori erano finiti come era possibile che tutti fossero pronti ad andare in vacanza? Questa è la domanda che mi sono sempre fatto perché se si piangeva miseria sino a qualche giorno prima, dopo pochi giorni i social erano pieni solo di foto di gente al mare, in alberghi, villaggi e così via.

Meglio così per il settore turistico ma la miseria che tanto si urlava i giorni prima?

Beh dai in fondo per un anno si scopre la bellezza italiana, niente estero, tutti qui a scoprire le nostre bellissime regioni, perché andare all’estero è rischioso, soprattutto perché quando rientri devi sottoporti a tamponi, quarantena e altre trafile varie se sei stato in un paese dove il livello di virus è alto.

Festa in Croazia

E anche qui mi sono sbagliato, perché gli italiani non hanno resistito, bisogna andare all’estero e nonostante Grecia, Spagna, Malta, Croazia fossero gli stati con il livello di contagiosità più alto, l’italiano non ha rinunciato.

E proprio quegli italiani che sono stati in Croazia sono per la maggior parte ritornati infettati ma la peggiore delle cose è che alcuni di questi nemmeno lo hanno dichiarato, perché sono presenti in rete molti video di ragazzini che prima di arrivare ai controlli si prendevano una tachipirina e facevano scendere la febbre per non avere il sintomo più evidente al check point.

Vista questa situazione, ora mi chiedo, ma siamo proprio sicuri che dobbiamo prendercela con questo governo?

Perché a volte non concordo con le idee di Marco Travaglio ma ieri un paio di sere fa, durante una puntati di Otte e Mezzo su La7, ha detto una cosa giusta, che non dobbiamo dimenticarci che il nemico non è il governo ma il virus perché tanto può cambiare il governo, può persino cambiare il Presidente della Repubblica ma il virus continuerà a circolare.

Quindi come la mettiamo?

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