Speranza: “Riapertura scuole a settembre è la priorità” 

“Il governo è al lavoro per garantire la riapertura in piena sicurezza di tutte le scuole a partire dal mese di settembre”. Lo ha sottolineano il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel suo intervento al Senato sul contenuto dei provvedimenti di attuazione delle misure di contenimento della diffusione del nuovo coronavirus. “La mia opinione è che questa riapertura rappresenti la priorità assoluta su cui concentrare tutta la nostra attenzione e tutte le nostre risorse. Il diritto all’istruzione dei nostri figli, garantito dalla Costituzione, è il fattore essenziale per il futuro del nostro Paese”.  

INVESTIMENTI – “Dobbiamo chiudere definitivamente la stagione dei tagli. Ogni euro speso per la salute è un investimento per il futuro del nostro Paese. In 5 mesi abbiamo investito più risorse degli ultimi 5 anni. Ma per me è solo l’inizio. Serviranno molte altre risorse, provenienti da tutti i livelli. E’ indispensabile subito intervenire per recuperare a pieno regime le attività ordinarie sospese negli ultimi mesi in cui la lotta al Covid 19 ha impegnato larghissima parte delle energie del Servizio sanitario nazionale e non ha consentito il regolare svolgimento di tutte le altre prestazioni che ora non sono più rinviabili”. “Oltre alle risorse, saranno indispensabili le riforme – ha aggiunto – Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e adattare il nostro Servizio sanitario nazionale al tempo nuovo che viviamo. I mesi del Covid hanno dimostrato alcune debolezze del sistema su cui dobbiamo intervenire con coraggio. Abbiamo iniziato a farlo con il decreto rilancio che ha stanziato 3 miliardi 250 milioni di euro, una cifra senza precedenti che consentirà di immettere nuova linfa nella Sanità Pubblica del nostro Paese”. “Penso, prima di tutto, alla necessità di rafforzare la sanità sul territorio e di puntare sulla ricerca o ancora a nuove politiche per il personale – ha continuato il ministro – Voglio fare un solo esempio che però a me sembra molto significativo: per 15 anni in Italia è stata vigente una legge che ha bloccato la spesa annuale per il personale sanitario alla cifra del 2004 meno 1,4%. Una norma, anzi una camicia di forza, frutto della stagione dei tagli e dell’austerità, che vista con gli occhi di questi mesi appare figlia di un tempo che non c’è più, lontano anni luce dall’oggi. Basti pensare che solo in queste poche settimane le Regioni hanno assunto, con finanziamento centrale, 25.947 persone nel Ssn”.  

VACCINO – Sul vaccino contro il coronavirus “l’Europa, unita, ha la forza politica, economica e scientifica per svolgere un ruolo da protagonista. Nessuno Stato deve essere lasciato indietro”. Lo ha evidenziato il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel suo intervento al Senato sul contenuto dei provvedimenti di attuazione delle misure di contenimento della diffusione del nuovo coronavirus. “L’Unione deve essere in grado di garantire, attraverso un processo equo e trasparente, che tutti possano avere accesso al vaccino”, ha aggiunto.  

RIAPERTURE INTERNAZIONALI – “Uno dei nodi più rilevanti riguarda gli spostamenti internazionali da e verso i paesi extra Shengen. La mia opinione è che il quadro epidemiologico mondiale non offra ancora sufficienti garanzie per una apertura senza regole prudenziali già dal 15 giugno. I dati che arrivano da molte aree del mondo, in particolare dalle Americhe e dall’Oriente, segnalano una crescita preoccupante del contagio che non possiamo permetterci di sottovalutare”. “In Europa le cose vanno meglio. Ma il quadro globale è ancora molto complesso”, ha aggiunto Speranza che ha anche ricordato che il Governo è a lavoro per il prossimo Dpcm “in cui decideremo eventuali ed ulteriori misure di allentamento, su cui oggi ascolterò con attenzione le valutazioni del Senato della Repubblica e domani della Camera dei Deputati”.  

CALCIO – “Il 20 e il 21 giugno riprende il campionato di serie A a porte chiuse, ma siamo già orientati ad autorizzare le semifinali e la finale di Coppa Italia che si disputeranno rispettivamente il 12, il 13 e il 17 giugno prossimi”. 

CENTRI ESTIVI – “Stiamo lavorando a specifiche modalità utili a consentire l’apertura in sicurezza dei centri estivi già autorizzati a partire da 15 giugno. Particolare attenzione deve essere data alle attività relative alla cruciale fascia di età 0-3 anni”. “Ci troviamo di fronte ad una forte richiesta di apertura, anche in considerazione della ormai iniziata stagione estiva, di ulteriori attività ricreative, attività ricettive come i centri termali, i parchi tematici, i rifugi alpini – ha osservato – Dobbiamo altresì decidere sui tempi e le modalità delle attività congressuali e sugli eventi fieristici che necessitano di una preorganizzazione anche in vista dell’autunno, previa adozione di specifiche misure organizzative e di protocolli di sicurezza. Anche qui servirà cautela, ma la strada non può che essere ancora quella di una graduale ripresa”.  

INDICE RT – “C’è una costante: aumentano i guariti, si riduce la curva del contagio, molte regioni sono a zero o prossime allo zero, diminuiscono i deceduti. L’indice Rt è in tutta Italia sotto la soglia di 1. Sono dati oggettivamente incoraggianti che però continuano a rappresentare solo una parte della realtà. Le analisi rilevano con la stessa chiarezza due indicazioni ben precise che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare. La prima: l’epidemia non si è conclusa, non è finita: ci sono ancora focolai di trasmissione attivi. La seconda: il virus, anche se in forma ridotta e con una prevalenza di casi asintomatici, continua a circolare”. “Questi due dati, altrettanto oggettivi come quelli positivi che ho precedentemente richiamato, ci devono invitare ad una convinta e responsabile ulteriore prudenza – ha aggiunto – Siamo sulla strada giusta, ma il nemico non è vinto perché ‘convivendo’ con il Covid, in una situazione in cui aumentano le attività e si liberalizzano gli spostamenti, ne deriva inevitabilmente il moltiplicarsi delle probabilità di ‘incontrare’ il virus. Per questo è ancora indispensabile il distanziamento, l’utilizzo delle mascherine, l’igiene personale, evitare gli assembramenti, restare a casa ed avvisare il medico immediatamente ai primi sintomi. Per questo – ha sottolineato ancora il ministro – bisogna continuare a rispettare rigorosamente le misure di quarantena. Per questo non bisogna abbassare la guardia nel rispetto dei protocolli di sicurezza definiti per la riapertura delle attività produttive, commerciali, e le altre attività autorizzate”.  

IL CONFRONTO – “Serve un confronto a tutto campo, a partire dalle forze politiche presenti in Parlamento, con le tantissime preziose energie delle professioni sanitarie, del mondo scientifico, delle università, del volontariato e dell’associazionismo. Una forte sinergia istituzionale e sociale è la bussola che può consentirci di attraversare la terribile tempesta che, passo dopo passo, stiamo cercando di mettere alle nostre spalle”.  

“Lo dico con tutta la forza che ho dentro di me: non possiamo, asciugate le lacrime, lenito il dolore, dimenticare l’incubo che abbiamo vissuto” sottolinea il ministro della Salute. “No, non solo non possiamo dimenticare, ma abbiamo l’obbligo politico e morale di essere conseguenti. Di trarre gli insegnamenti da una lezione senza precedenti. E’ questo anche il modo migliore per ricordare chi non ce l’ha fatta. Nessuno di noi potrà dire, in un giorno che spero non rivivremo mai più, non lo sapevo, siamo stati colti disarmati di fronte alla violenza di una nuova pandemia”. 

 

Adnkronos

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