Università, studenti in aula e no plexiglass: come si ripartirà 

No al plexiglass, sì alla presenza degli studenti. Così le università italiane puntano a ripartire a settembre. “Sono convinto che tutte le università italiane saranno in presenza e stiamo lavorando in questa direzione, però con la capacità di fare anche un’offerta a distanza in maniera tale da non lasciare nessuno studente indietro. Ci vuole flessibilità”, dice a Sky TG24 il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi. 

E’ ipotizzabile l’utilizzo di pannelli in plexiglass nelle aule universitarie? “Non credo e non ci stiamo proprio pensando – ha risposto Mandredi-. Stiamo lavorando su una maggiore disponibilità di aule, su una maggiore rotazione degli studenti e su un allungamento dell’orario. Questo è possibile farlo nelle università che hanno una didattica molto più flessibile rispetto alla scuola. Sarà un sistema basato su una diversa organizzazione”. 

Nei mesi più critici “c’è stato un grosso impegno per fare in modo che subito tutta la didattica fosse portate a distanza, nel giro di una settimana più del 95% degli insegnamenti sono stati erogati a distanza. In una situazione di emergenza i risultati li considero molto positivi perché, dai dati che abbiamo, sia in numero degli esami che il numero dei laureati non è cambiato rispetto allo scorso anno”, ha aggiunto. 

“Si è dovuto sacrificare qualcosa, come le materie progettuali o sperimentali che hanno dovuto rinunciare alle attività in presenza, però complessivamente l’Università non si è fermata e il giudizio degli studenti è un giudizio sostanzialmente positivo, sebbene ci sia stato qualche problema legato al digital divide”, ha detto ancora. 

“L’esame di Stato per l’accesso alle professioni è previsto dalla Costituzione, quindi non è un esame che si può abolire. Il percorso che stiamo facendo, iniziato con medicina, è di trasformare le lauree in lauree abilitanti, in modo che l’esame di laurea sia contemporaneamente anche un esame di Stato per l’accesso alla professione”, ha evidenziato replicando ad un’altra domanda. “Questo significa che la parte di tirocinio verrà fatta durante il percorso di studi e che poi l’esame di laurea avrà anche la partecipazione dei rappresentanti degli Ordini professionali. È mia intenzione allargare il numero di lauree abilitanti e presenterò a breve un progetto di legge. Mi auguro che già dal prossimo anno i percorsi universitari di alcune professioni, come odontoiatria, farmacia e veterinaria, possano essere abilitanti”.  

Adnkronos

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