Yuka, l’app francese che valuta i prodotti alimentari (e cosmetici) in un secondo

Enrico Pronzati

Enrico Pronzati

Non so se ti sia mai capitato, quando vai a fare la spesa, di metterti a leggere le etichette dei prodotti? Io qualche volta ci ho provato ma le ho trovate quasi sempre indecifrabili; un po’ per ignoranza mia e un po’ perché effettivamente sono difficili da comprendere.

A risolvere il problema però sembra essere arrivata un’app nata nel 2017 e dal nome Yuka che scansionando il codice a barre di un prodotto valuta l’impatto dei prodotti che va dal verde al rosso.

Quando l’app considera l’impatto del prodotto negativo consiglia anche dei prodotti simili ma migliori per la salute.

Dal 2018 su una forte richiesta da parte degli utenti Yuka si è lanciata anche nell’analisi dei prodotti cosmetici e di igiene personale.

Dal lancio dell’app a oggi si contano quasi 25 milioni di utenti in 11 paesi.

Un bel campanello d’allarme per le aziende alimentari, perché attraverso Yuka, gli utenti sono più consapevoli e attenti ai prodotti che acquistano. Tra gli utilizzatori il 92% posa i prodotti quando sono segnalati in rosso dall’applicazione.

Alcune aziende hanno iniziato ad ascoltare questo campanello e 21 imprese del settore agroalimentare e cosmetico hanno testimoniato di aver apportato nella composizione dei prodotti dei miglioramenti proprio grazie a Yuka.

 

ANALISI DEI PRODOTTI ALIMENTARI

La valutazione viene fatta basandosi su 3 criteri:

  • la qualità nutrizionale che rappresenta il 60% della valutazione ed è basata sul metodo di calcolo di Nutri-score;
  • la presenza di additivi che rappresenta il 30% della valutazione basandosi sulle conoscenze scientifiche attuali tenendo conto delle opinioni dell’EFSA, ANSES e IARC ma anche di molti studi indipendenti;
  • la dimensione biologica che rappresenta il 10% della valutazione basandosi sulla presenza dell’etichetta bio europea.

La valutazione, a detta di Yuka, ha carattere interamente neutrale e indipendente.

LE ALTERNATIVE

La selezione delle alternative avviene per mezzo di un algoritmo che considera 3 criteri: la categoria del prodotto, al fine di consigliare un prodotto il più simile possibile, la valutazione del prodotto  al fine di suggerire prodotti con alte valutazioni e la disponibilità del prodotto allo scopo di consigliare prodotti facilmente reperibili nei negozi.

Una delle cose che però mi ha fatto dubitare all’inizio dell’app è la sua imparzialità perché mi sono chiesto se un marchio possa o meno influenzare il posizionamento del proprio prodotto.

Sembra però che l’algoritmo di Yuka si interamente imparziale e che non possa essere influenzato da nessun marchio. Due prodotti di marchio diverso ma aventi una composizione identica hanno la stessa valutazione e in più nel caso delle raccomandazioni l’app propone fino a 10 alternative e permette di filtrare il distributore.

Ma allora yuka come si finanzia?

Yuka si finanzia attraverso 4 forme di reddito:

  1. versione a pagamento dell’app con funzioni aggiuntive;
  2. il libro Yuka “La guida dell’alimentazione sana”
  3. Un calendario della frutta e della verdura di stagione
  4. Un programma nutrizionale (disponibile solo in francese) e venduto sul loro blog.
In una delle prossime puntate di Interno3 intervisterò chi si occupa di Yuka per saperne di più

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